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SEBASTIANO FORTI PRESENTA THE ´PEACE CHOIR´
Quando: il 25/05/13
Dove: Roma - via Bellinzona 2
INFO
Quando i neri giunsero negli attuali Stati Uniti furono adibiti come schiavi a lavori di vari tipi, soprattutto agricoli. Col tempo persero contatto con la cultura della patria di origine. Inoltre furono loro spesso confiscati i tamburi ed altri strumenti che si erano costruiti in America perché i padroni bianchi ritenevano che servissero loro a scambiarsi messaggi segreti (e questo era in parte vero) e ad incitarsi cambievolmente alla ribellione, ma questo invece non era vero, in quanto i neri allora non avevano intenzione di ribellarsi, anzi facevano di tutto per adattarsi il meglio possibile alla loro nuova condizione di schiavi. Allora come avveniva per tradizione nelle guerre fra le tribù africane, dove i perdenti si sottomettevano al Dio dei vincitori, gradualmente gli schiavi neri si convertirono alla religione dei loro padroni bianchi: il ristianesimo. Però i neri non si staccarono mai completamente dalle tradizioni africane e conservarono un certo numero di storie mitologiche di canzoni (spesso antifoniche, secondo il modulo africano di domanda e risposta), di ninne nanne, di movimenti di danza, di girotondi, richiami, gridi e canti di lavoro. La prima forma compiuta di musica nera, che giunse ad un notevolissimo livello esecutivo ed interpretativo già nell´8oo, quando la schiavitù non era stata ancora abolita, fu quella dei "negro spirituals". Molti di questi canti erano ritmicamente vivaci e parlavano di gioia e di libertà, altri erano mistici, meditativi e lirici. Gli spirituals hanno avuto grande influenza sulla musica afro-americana e successiva sia strumentale che vocale (jazz, gospel, rhythm´n blues, rock, ecc).
´PEACE CHOIR´
Il Peace Choir è una formazione vocale che si è esibita in questi ultimi cinque anni in concerti con finalità umanitarie, raccogliendo fondi per onlus, per la costruzione di ospedali, di pozzi e beneficienza. Il repertorio è principalmente gospel, ma non mancano composizioni originali e altre sorprese. Il coro è diretto da Sebastiano Forti ed è composto da un minimo di otto a un massimo di dodici cantanti, completato dalla ritmica composta da : Santo Tringali al pianoforte, Mauro Gavini al contrabbasso e Giulio Caneponi alla batteria. Il gruppo ha recentemente collaborato alla colonna sonora del film premiato a Berlino "Cesare deve morire" e il gruppo è stato coinvolto in un mediometraggio sul Pigneto intitolato "La luna che vorrei".
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